Il Movimento a Rovagnate

Sito in Costruzione

Facciamo dure semplici conti:

la lista Movimento 5 Stelle, nei Comuni della Valletta, ha riportato, alle ultime Regionali 2010, i seguenti risultati

Perego 26 voti

Rovagnate 38 voti

Santa Maria Hoè  28 voti

in percentuale siamo oltre il 2,5% dei voti

Mettiamoci dentro anche i 100 voti ottenuti ad Olgiate Molgora

e diciamo che in zona c’è voglia di una nuova politica!

Pianopoli (CZ): Le vie per non dimenticare

Il 18 e il 19 maggio 2013 a Pianopoli, in provincia di Catanzaro, due giorni di iniziative in memoria delle vittime innocenti della ‘ndrangheta.

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Pulsano (TA): La memoria mette le sue radici

Il 18 maggio 2013 alle ore 10:30 presso l’Auditorium dell’Istituto Comprensivo “G. Giannone”, Via degli Orti, 45 – 74026, Pulsano (TA)

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L’Aquila, in arrivo i nuovi fondi, ma il sindaco tiene ancora il tricolore nel cassetto

I tanto attesi fondi per far ripartire la ricostruzione dell’Aquila – ferma dallo scorso ottobre – stavolta starebbero davvero per arrivare. Questo l’esito dell’incontro ieri a Roma, tra il sindaco del capoluogo abruzzese Massimo Cialente, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Giovanni Legnini, e il deputato Pd Francesco Sanna, stretto collaboratore del premier Letta.

E oltre ai 250 milioni, promessi da tempo, cioè la prima tranche dei finanziamenti stanziati dalla delibera Cipe dello scorso dicembre, potrebbero arrivare anche 1,4 miliardi di euro – di cui, come precisato da Cialente, il 63% andrebbe ai comuni dell’hinterland colpiti dal terremoto del 6 aprile 2009, e i restanti all’Aquila, da spendere già entro l’anno. Ad erogare l’importo sarà probabilmente, su richiesta di Cialente e del coordinatore dei sindaci del cratere, Emilio Nusca, Cassa depositi e prestiti. “Meccanismo così efficace, tanto da essere stato riconfermato per il sisma dell’Emilia”.

Il governo ha promesso di attivarsi da subito per reperire gli 80 milioni di euro, necessari ad accendere il mutuo con l’istituto finanziario. Dunque un incontro, quello di ieri, “soddisfacente” per il primo cittadino aquilano, che però, se non vede, non crede. Perciò, fino a quando quei soldi non arriveranno, Cialente continuerà a non indossare la fascia tricolore (riconsegnata al capo dello Stato) e a non far esporre a scuole ed uffici comunali la bandiera italiana. Ma se da un lato la simbolica forma di protesta – “volgare, lo so” –, iniziata ormai da circa due settimane, è servita in qualche modo ad attirare l’attenzione, “visto che non mi rispondevano più nemmeno al telefono” sottolineava Cialente alcuni giorni fa, dall’altro potrebbe fargli perdere la poltrona di sindaco. Il prefetto dell’Aquila, Francesco Alecci, con una diffida formale, ha infatti minacciato il sindaco di rimuoverlo dalle “funzioni di Ufficiale di governo”. “Ciò comporterebbe anche lo scioglimento del consiglio comunale – continua Cialente – proprio come avviene per i Comuni accusati di rapporti con la mafia”.

La rimozione del tricolore, come si legge sul provvedimento del prefetto, “turba l’ordine e la sicurezza pubblica”. “E’ un atto politico – attacca il sindaco dell’Aquila – e lo stesso prefetto ha ammesso che se lo ha fatto è perché si trattava ‘di un ordine arrivato dall’alto’. E chi c’è più in alto del prefetto – si chiede il sindaco – se non il ministro dell’Interno, Angelino Alfano? Non so cosa ne pensi Napolitano, qualcuno mi dice che anche lui ce l’ha con me. A questo punto li sfido a rimuovermi”.

Adesso però, sul provvedimento del prefetto Alecci, alcuni parlamentari del Pd che hanno espresso solidarietà al primo cittadino aquilano, vogliono vederci chiaro e annunciano un’interrogazione al ministro Alfano. “Si parla addirittura di un’ispezione”, fa sapere Cialente. Intanto L’Aquila aspetta i fondi.

Cinque Stelle, post di Grillo sui “Kobobo d’Italia”. I parlamentari si smarcano

“Quanti sono i Kabobo d’Italia?”. Beppe Grillo pubblica sul blog la foto del ghanese che a Milano ha ucciso a picconate tre persone e lancia l’allarme: di chi è la colpa? Parla di stranieri e irregolari in Italia. Gli rispondono i commentatori, tra chi lo accusa di razzismo e chi invece chiede più regole. E mentre la linea politica del Movimento 5 Stelle corre sulla rete, gli eletti in parlamento continuano i lavori. “Non abbiamo tempo per leggere tutto quello che dice Beppe, guarderemo più tardi”, commentano sottovoce mentre proseguono la discussione, “può dire quello che vuole, sono le sue opinioni”.

E’ una delle settimane più difficili in casa 5 Stelle, tra discussioni sulla diaria non rendicontata, chiacchiere di divisioni interne sempre più acute e compattezza ostentata. “Leggete bene quelle righe”, commenta Stefano Vignaroli, deputato del Lazio, “sono semplice cronaca di episodi capitati negli ultimi giorni”. Nella lista c’è Kabobo, ma anche il presunto assassino senegalese di Ilaria Leone, entrambi immigrati. “Io capisco Beppe, sta sottolineando quella che in primo luogo è una situazione di grande disagio. Quanti stranieri irregolari ci sono nelle nostre città? E’ un problema non solo per noi, ma anche per loro”. Una questione di diritti e tutele secondo Vignaroli, che rinnega ogni vicinanza con le idee della Lega Nord o ogni forma di razzismo: “Sono strumentalizzazioni, ma non ci preoccupano. Saranno i fatti a parlare per noi”.

Della stessa opinione Silvia Giordano della Campania: “In Italia abbiamo bisogno di regole. La situazione è disperata sia per noi italiani che per gli stranieri. Per questo chiediamo un intervento concreto per migliorare la situazione”. Gli altri slogan sono solo di campagna elettorale, ribadiscono i grillini. “Per favore, io mi infurio se ci paragonate alla Lega Nord. Stiamo lavorando sodo, vogliamo sentire i cittadini. Su questa e molte altre questioni”.

L’articolo sul blog denuncia l’assenza di responsabili di fronte a gravi crimini e niente di più, almeno secondo gli eletti a 5 Stelle. “Non ho letto il post”, dice il senatore Francesco Molinari, “non capisco dove nasca la polemica. Non potete dire che siamo contro gli stranieri. La lotta è contro l’irregolarità”. Figlio di migranti in Svizzera, ci tiene a parlare di dignità. “Non dimentichiamo che acconsentire a tenere nel limbo gli immigrati, equivale a trattarli come schiavi. Questo non è un discorso razzista, ma progressista”.

L’articolo di Beppe Grillo arriva a pochi giorni dalla presa di posizione sulla cittadinanza agli immigrati e contro lo ius soli. Anche in quel caso gli eletti avevano preso, seppur con cautela, le distanze dalle frasi del capo. “E’ come Scalfari su Repubblica, ma poi in parlamento ci siamo noi”, aveva detto Alessandro Di Battista, scatenando grandi polemiche. Resta il sospetto che qualcosa nel rapporto tra il leader politico e gli eletti si sia rotto.“Grillo sul blog può dire quello che vuole, non ci poniamo il problema”, dice Silvia Giordano, “e lo rispettiamo. Del resto sa bene tutto quello che stiamo facendo”. Così Stefano Vignaroli, che su Facebook ha riportato una frase del leader che gli avrebbe detto: “Da quando sei in Parlamento non mi consideri più”. Nessun terremoto, solo qualche preoccupazione che i suoi si disperdano e dimentichino da dove tutto è cominciato. “Beppe ci conosce, sa quanto stiamo lavorando e soprattutto che all’inizio è stata dura. E’ chiaro che prendiamo spunto dalla sua linea, ma poi in parlamento ci siamo noi”.

Sicilia, ritorna la foca monaca. “Merito anche della tolleranza degli abitanti”

La foca monaca è ritornata a vivere nei nostri mari. Più precisamente in Sicilia, nell’area marina protetta delle isole Egadi, da dove era “scappata” intorno a metà degli anni ‘70 a causa dell’inquinamento e della caccia. Ora i ricercatori dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra), in collaborazione con il gestore della riserva, hanno scoperto, fotografato e studiato un esemplare di femmina adulta che ha scelto come rifugio una grotta sulla costa delle Egadi, al largo di Trapani.

Negli ultimi due anni, nell’area marina protetta delle isole, è stata condotta un’attività di ricerca con l’obiettivo di verificare, documentare e raccogliere informazioni sugli avvistamenti di esemplari di foca monaca (monachus monachus), una delle specie più protette al mondo. I primi risultati, presentati oggi in una conferenza stampa che si è tenuta presso il Ministero dell’Ambiente, sono estremamente positivi. Le attività di campo, iniziate nell’aprile del 2011, si sono articolate in primo luogo con una ricognizione lungo le coste dell’arcipelago, per identificare le grotte più idonee alla frequentazione da parte della foca monaca. Successivamente, si è proceduti all’installazione di foto trappole in alcune delle grotte marine identificate, permettendo così un monitoraggio continuo e non-invasivo. Le foto trappole sono fotocamere digitali dotate di sensori di movimento (PIR) e di calore che si attivano automaticamente al passaggio di un animale. Non recano alcun disturbo in quanto utilizzano Led all’infrarosso o Led completamente schermati nel momento dello scatto.

La ricognizione delle grotte marine ha permesso di rilevare la presenza di tracce organiche (residui di feci contenenti resti di pesce e tracce di pelo attribuibili ad una foca) che hanno dimostrato la presenza di almeno un esemplare di foca. Il monitoraggio mediante foto trappole ha inoltre permesso di documentare, durante l’autunno-inverno 2011, la ripetuta frequentazione di un esemplare. Dall’analisi delle foto, si è dedotto che si tratta di un esemplare di taglia adulta, probabilmente femmina. Sempre nella stessa grotta, sono state raccolte evidenze di frequentazione durante la primavera 2012, ma il dettaglio delle immagini fotografiche non è sufficientemente chiaro da confermare che si tratti dello stesso esemplare. Secondo i ricercatori, la frequentazione, probabilmente ripetuta nel tempo, di esemplari di foca monaca nell’arcipelago delle Egadi è da attribuirsi ad un cambiamento, rispetto al passato, nell’atteggiamento delle comunità locali verso questa specie. Sarebbe anche grazie a questo atteggiamento di tolleranza che gli esemplari che si sono soffermati lungo le coste dell’arcipelago, hanno continuato ad eleggere queste località come siti costieri dove sostare per brevi o lunghi periodi, rendendo queste aree siti di immenso valore naturalistico. “Sono estremamente soddisfatto per i risultati raggiunti e per la cautela e professionalità dimostrate nel trattare una specie così pericolosamente a rischio estinzione”, ha commentato il Ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando.

“Si tratta di uno straordinario risultato per le Egadi – continua – la riserva marina più grande d’Europa e per tutto il sistema delle aree marine italiane tutelate, un sistema che per numero di aree protette e dimensioni di coste e fondali tutelati ci vede leader a livello continentale. Da oggi possiamo dire con più autorevolezza che anche le azioni di conservazione dell’ambiente marino ci vedono in posizioni di vertice. Lavoreremo, quindi, per consolidare la rete delle Amp (Aree marine protette) italiane. Il mio augurio è che questi studi e queste attività di monitoraggio e tutela continuino ad essere condotti con crescente impegno e che si diffondano sempre più i comportamenti rispettosi dell’ambiente marino, della foca monaca e di tutte le altre specie. Solo così si riuscirà a salvaguardare quel patrimonio inestimabile che è la biodiversità dei nostri mari”. Nel frattempo il ministero dell’Ambiente e il sindaco di Favignana, Lucio Antinoro, che è anche il presidente dell’Area marina protetta delle Egadi, hanno deciso di lanciare un concorso per i ragazzi: diamo un nome alla simpatica foca delle Egadi.

di Emanuele Perugini

Favignana, il sindaco non si ricandida più. Questa volta tocca alla moglie

Ha tenuto in piedi la sua candidatura a sindaco delle isole Egadi sino a ridosso del termine per la presentazione, ma in extremis, preoccupato – ha raccontato – per le proteste contro la Casta, ha deciso di fare un passo indietro e cedere il posto ad una donna, una professoressa di educazione fisica. Lui è l’ex sindaco dell’arcipelago trapanese, Gaspare Ernandez (Forza Italia prima, Pdl dopo), ma essenzialmente “creatura” politica del senatore berlusconiano Tonino D’Alì. Lei è la moglie, Janet Bertolini.

La professoressa Bertolini vanta un curriculum personale di tutto rispetto: chi la conosce sa bene delle sua professionalità e del suo impegno per le isole, ma la sua discesa in politica è dovuta alla rinuncia del marito che rimasto a corto di fedelissimi ha deciso di lanciare in campo la moglie. Peraltro con una gaffe: intervistato sulla sua rinuncia a presentarsi, dopo avere parlato della “riconosciuta necessità di un rinnovamento nella politica” e della risposta che così si vuol dare “a chi protesta contro la casta e alle istanze che vengono dal Movimento 5 Stelle”, ha presentato la nuova candidata parlandone senza dire che si trattava di sua moglie, circostanza davvero difficile nascondere in quelle isole dove ci si conosce tutti. Ernandez, dopo cinque anni di sosta, da mesi lavorava al suo ritorno in grande stile.

L’uscita di scena di Ernandez avvenne con il “botto”: fu rimosso dalla Regione per gravi inadempienze, “intrallazzi politici e burocratici sul bilancio”, con un segretario comunale, Guglielmo Busellini, finito in manette perché si appropriava dei diritti di segreteria e la mala gestione della più grande riserva marina del Mediterraneo. Nonostante questa “bocciatura” decise di ripresentarsi alle elezioni successive al suo addio, nel 2008, ma la sua candidatura fu bloccata dagli organi di controllo ed il suo avversario del centrosinistra, Lucio Antinoro, si ritrovò unico candidato alle comunali e divenne così sindaco delle tre isole egadine: Favignana, Levanzo e Marettimo.

Ultimamente Ernandez meditava il ritorno in municipio, ma dapprima una frattura nel gruppo dei fedelissimi del senatore D’Alì sulla sua ricandidatura, poi qualche attento consigliere che ha fatto notare che quella rimozione non aveva smesso di produrre effetti e quindi Ernandez era nuovamente a rischio esclusione. Da qui il passo ceduto ad altra candidata: la coniuge. A proposito di elezioni nella vicina Valderice ha rinunciato anche alla candidatura al Consiglio comunale l’uscente sindaco Camillo Iovino, Pdl anche lui. La condanna per favoreggiamento e l’ispezione antimafia scattata nel suo Comune lo hanno indotto a farsi da parte.

Milano, dopo i tre uccisi a picconate Forza nuova va all’attacco della Lega

La strage di sabato scorso a Milano, che ha visto protagonista Mada Kabobo, il 31enne ghanese che ha ucciso a picconate tre passanti in zona Niguarda, mette uno di fronte all’altro Lega Nord e Forza nuova, due movimenti che da portano avanti politiche anti-immigrazione. Il partito di estrema destra attacca i lumbard e lo fa in modo plateale. Nella notte, alcuni attivisti di Forza Nuova Lombardia hanno appeso davanti alle sedi di diverse sezioni della Lega striscioni con su scritto: “Consegnateci Kabobo”, oppure: “Bossi-Fini, condanna a morte per l’Italia”.

In pochi sembrano dar credito a questa iniziativa presso la sede nazionale della Lega in via Bellerio a Milano. Eppure anche qui, militanti Fn hanno appeso i loro striscioni provocatori (vedi foto). Non se n’è curato neppure Alessandro Morelli, capogruppo in consiglio comunale a Milano, il quale sostenendo che si tratta di gente interessata a guadagnare una facile visibilità, ammette però che “tutto questo fa suonare un importante campanello d’allarme. Questi saranno anche un gruppo isolato, ma se non c’è una possibilità democratica di manifestare le proprie idee, per esempio come fa la Lega, che all’interno delle istituzioni porta avanti un discorso a favore di un restringimento delle norme sull’immigrazione, le forze estremiste da piccole possono diventare grandi”.

Morelli sembra dar credito alle voci che parlano della diffusione a Milano di un certo malcontento per una mancanza di sicurezza, soprattutto nei quartieri periferici; qui, inoltre, negli ambienti più xenofobi ci si starebbe addirittura organizzando. Angelo Balletta, segretario cittadino di Forza Nuova, è tra i protagonisti delle affissioni abusive e provocatorie della scorsa notte. “In periferia – conferma – come a Gratosoglio, ma pure a Niguarda stesso o a Quarto Oggiaro, da dove veniva il giovane Daniele Carella, 21 anni, una delle vittime di Kabobo, il malcontento è forte. E qui c’è chi vuole auto-organizzarsi, anche se con questo non voglio dire che stiano nascendo delle squadre di persone disposte a farsi giustizia da sole, assolutamente no. È gente che semplicemente vuole proteggere i propri cari, e che a noi domanda un supporto, nel caso volessero vigilare sul loro quartiere o le loro case. E noi, naturalmente, ci dichiariamo disponibili”.

Secondo Balletta, “quelli della Lega dovrebbero farsi un esame di coscienza, visto che il loro governo non ha affatto risolto il problema immigrazione”. Ed è questo il senso degli striscioni appesi la notte scorsa un po’ in tutta la Lombardia. Ne sono apparsi presso la sede dei “padani” a Como, come pure a Lodi. A Pavia, invece, un grosso striscione con su scritto “Consegnateci Kabobo” è stato appeso fuori dalla sede cittadina di Sel.

Mount Kimbie e Demdike Stare, anteprime di lusso per il Node Festival

In vista del loro arrivo in terra emiliana, abbiamo ascoltato in anteprima il nuovo album dei Mount Kimbie, Cold Spring Fault Less Youth: a differenza dell’esordio Crooks & Lovers, pubblicato tre anni or sono dalla Hotflush di Scuba, il nuovo lavoro uscirà il 27 maggio su Warp, la prestigiosa label di Sheffield, la casa discografica cui ogni artista d’area elettronica sogna di approdare dal momento stesso in cui inizia a produrre. Impressioni: ci troviamo al cospetto di un soul elettronico da terzo millennio (Blood and Form) con un sostrato post-punk e dream pop à la 4AD che conduce dritto dritto al post-rock tenuamente emotivo ed ambientale degli Hood (ascoltate So Many Times So Many Ways o la splendida Home Recording) ancor prima che all’IDM di casa Warp. Del resto, che gli stessi Hood flirtassero con l’elettronica non convenzionale è testimoniato dal fatto che un paio dei loro dischi siano stati prodotti da Matt Elliott aka Third Eye Foundation e che ad una magnifica ibridazione come Cold House (2001) abbiano partecipato due terzi dei cLOUDDEAD ovvero Dose One e Why. Ecco, nemmeno certe cose di Bibio, altro produttore di casa Warp, sono troppo distanti da queste sensibilità così delicate…

Tuttavia i Mount Kimbie hanno uno stile proprio ed ormai identificabile perché di mezzo c’è stata una cosa chiamata dubstep, soprattutto le sue propaggini e sperimentazioni successive tuttora in fieri, ed è proprio da quello stesso humus che escono le maschere di SBTRKT o muovono i primi passi l’amico James Blake e mille altri giovanissimi e ancor brufolosi produttori inglesi che daranno una bella rinfrescata all’ambiente come, ne cito uno per tutti, Rustie. Maybes (2009), il primo EP del duo composto da Dom Maker e Kai Campos è assolutamente rappresentativo, da questo punto di vista, di quella generazione ed il loro album d’esordio uscito l’anno successivo ancor di più. Eppure la loro attitudine ad affrontare il live come una band vera e propria, strumentazione inclusa, era apparso chiaro sin dalla loro prima apparizione al Node Festival tre anni fa ed infatti il nuovo disco li colloca proprio in questa dimensione congeniale.

Ed ecco che di fronte al microfono i Nostri hanno la bella trovata di piazzare lo Zoo Kid, un ragazzino pel di carota con la voce da uomo che ci ha spezzato il cuore qualche anno fa sin dalle prime note del suo 7” d’esordio, Out Getting Ribs: la sorpresa è che King Krule, in You Took Your Time, canta quasi come un MC ragga nei panni di un crooner, con tanto di voce riverberata come nella tradizione dub sopra le calde note di un organo. Nel caso di Break Well è pura magia propiziatoria ed affiorante in climax che sfocia in un minuto di musica strumentale che da sola vale l’album e ne costituisce a mio avviso anche l’apice. Azzeccatissimo il singolo Made To Stray – una bella cassa dritta rotonda e rotolante con preziose e delicate declinazioni emotive color pastello – l’unico pezzo veramente immaginabile su un dancefloor, di quelli raffinati però: accostabile ad un Pantha Du Prince, ad esempio, ed il discorso vale anche per la surrettizia e sussurata Sullen Ground. I Mount Kimbie suonano venerdì 17 maggio alle 23.00 al Tube Club di Modena, in collaborazione con il Mattatoio. In apertura Pigro On Sofa ed in chiusura Mephia.

Diverso il discorso per i Demdike Stare: il duo composto dagli esperti Miles Whittaker e Sean Canty si è letteralmente imposto in questi ultimi anni in virtù di un’estetica raffinatissima ben rappresentata dalle copertine in bianco e nero della loro label, la Modern Love, e da una musica caleidoscopica ad alto tasso suggestivo ed immaginifico, quasi cinematografico, che ne è specchio fedele. Una musica affascinante e seducente dalla forte impronta ambient, industrial, dub, concreta, noise che ha letteralmente fatto scuola in questi anni: basti pensare che Sandwell District, Modern Love e Blackest Ever Black sono diventate etichette di assoluto riferimento per tutta una schiera di artisti che hanno forgiato nuovi immaginari fuligginosi ed avveniristici riplasmando l’incandescente materia industriale, talvolta negli alti forni della techno, talatra annegandola in un mare di dub e drones o altre volte ancora stilizzandola, riducendola all’osso in minacciose forme scheletriche o facendola stridere come una fresatrice. Nel caso dei Demdike Stare, ma anche nell’iconografia di un altro produttore di casa Modern Love come Andy Stott, è oltretutto presente l’elemento etnografico e tribale e a tal proposito basti per tutti il mirabile esempio dell’Hashashin Chant contenuto nel superbo Voices of Dust (2010): uno dei migliori album di una discografia di cui è obbligatorio recuperare come minimo anche la serie completa di Elemental, ripubblicata l’anno scorso in un’unica edizione comprendente tutti gli EP e brani ulteriori.

Attualmente i due sono alle prese con una serie di 12” di livello ancora una volta eccellente, denominata Testpressing, in cui danno sfogo a particolari voglie e derive ritmiche altrettanto feroci: per tutti basti ascoltare un capolavoro come Grows Without Bound, definito efficacemente sulla loro pagina come una sorta di poderoso mostro industrial noise a metà strada tra Mika Vainio dei Pan Sonic e Nate Young dei Wolf Eyes. Miles Whittaker, invece, ha appena pubblicato un album intitolato Faint Hearted nonché il nuovissimo splendido EP Unsecured: con il moniker Miles si muove su versanti più techno e ambient mantenendo la grana sonora e le nuances tanto care agli estimatori. Appuntamento imperdibile martedì 28 maggio, ore 21.30, al Teatro delle Passioni, in collaborazione con VIE Scena Contemporanea Festival.

All’edizione 2013 di Node, nel corso del mese di giugno, parteciperanno molti altri ottimi artisti: da Forest Swords a Murcof, da Vladislav Delay a Dèbruit fino a Shigeto. Ne parleremo a tempo debito.

Servizio Pubblico, “L’età dell’innocenza”. Riguarda tutti i video della ventiseiesima puntata

E’ Daniela Santanchè la mattatrice principale di questa nuova puntata di Servizio Pubblico. Il titolo del programma di Michele Santoro fa chiaro riferimento alle ultime vicende giudiziarie che hanno coinvolto Silvio Berlusconi, per il quale, nell’ambito del cosiddetto “processo Ruby”, il pm Ilda Boccassini ha chiesto una condanna di sei anni di reclusione e l’interdizione dai pubblici uffici

Santoro: “All’estero sul caso Ruby al Pdl avrebbero risposto con pernacchie”
Editoriale di apertura di Michele Santoro, che entra in studio sulle note del brano “Grande grande grande” cantato da Mina. Il giornalista rievoca la manifestazione del Pdl a Brescia contro la magistratura. “La frase che più mi ha colpito” – afferma Santoro – “è una frase rivolta da alcuni giovani contestatori a degli anziani: ‘Come fate a non capire””. Introduce così la questione Ruby, narra l’affidamento a Nicole Minetti e il coinvolgimento di una prostituta, sviscera tutti i particolari della intricata vicenda. E sottolinea come di fronte ai salti mortali carpiati nelle versioni di Berlusconi e nella difesa accorata del Pdl gli Americani avrebbero risposto con “un pernacchione di 250 milioni di persone”. Idem per il pubblico francese: “All’idea del Pd di aspettare la Cassazione per commentare la vicenda di Berlusconi risponderebbe più di 60 milioni di pernacchie”. Santoro menziona le parole di Marina Berlusconi (“i diritti sono inviolabili”) e ricorda quello che successe a Piero Marrazzo (GUARDA IL VIDEO)

La manifestazione del Pdl a Brescia e le contestazioni contro Berlusconi
Servizio di Luca Bertazzoni sulla manifestazione indetta dal Pdl in difesa di Berlusconi, a Brescia. Le telecamere si soffermano sullo scontro tra i sostenitori del Cavaliere e i contestatori della manifestazione. Alcuni elettori del Pdl sostengono che i contestatori siano stati mandati sul posto da Santoro in persona (GUARDA IL VIDEO)

Ferrara: “Sul caso Ruby invidia sociale della Boccassini”
Intervista a Giuliano Ferrara che difende appassionatamente Silvio Berlusconi nel processo Ruby, dove è accusato dei reati di concussione e di prostituzione. E parla di invidia sociale da parte di Ilda Boccassini: “Se questo tribunale condannerà per prostituzione minorile e per concussione sarà un atto di estrema violenza ideologica contro ogni simulacro di giustizia”. Ferrara definisce le intercettazioni “origliamenti, indizi deboli” e bolla la “lap dance” come un innocente divertimento (GUARDA IL VIDEO)

Travaglio sul processo Ruby e sulla colpevolezza di Berlusconi
Primo atto del match tra Marco Travaglio e Daniela Santanchè sul processo Ruby. Il vicedirettore de “Il Fatto Quotidiano” esordisce dichiarandosi non certo della colpevolezza penale di Berlusconi, altrimenti non avrebbe senso l’esistenza dei magistrati. E osserva che i fatti sono affiorati e per comprenderlo non c’era bisogno della Cassazione. E aggiunge: “I governi Berlusconi hanno inasprito la lotta alla prostituzione”. Il giornalista infine invita a cercare su google le condanne per prostituzione minorile (GUARDA IL VIDEO)

Imu, Letta: “Niente decreto dei miracoli”. Fondi dimezzati per la cassa integrazione

Si dimezzano i fondi da destinare ai cassintegrati, mentre si fa sempre più aggressivo il pressing del Pdl per sospendere l’Imu anche alle imprese. Il ministro degli Affari regionali Graziano Delrio ha avvertito che “la cifra in discussione sulla Cig in deroga si attesterà intorno ai 700-800 milioni di euro”, mentre il governo puntava inizialmente a spendere 1,2 miliardi di euro. Il problema sarà quindi risolto soltanto a metà, considerando che per il rifinanziamento della cassa integrazione in deroga manca all’appello una cifra che oscilla tra 1,5 e 2 miliardi.

A smorzare gli entusiasmi sulle riforme in arrivo è intervenuto anche Enrico Letta. Il decreto che si discuterà al consiglio dei ministri di domani “non sarà il decreto dei miracoli“, ha avvertito, “ma contiene alcune scelte che ci consentono di avere 100 giorni di tempo per fare le riforme”. E ha poi rassicurato: “E’ necessario spostare la data dell’Imu, sospenderla, per poter fare una riforma volta a rilanciare l’edilizia e rendere le famiglie italiane meno appesantite dal fisco”. Il centrodestra non molla però la presa sulla tassa immobiliare. “Entro agosto bisogna fare la riforma complessiva della tassazione degli immobili, compresi i capannoni, altrimenti cadrà il governo Letta”, ha dichiarato Renato Brunetta, capogruppo del Pdl, a Porta a Porta.

Il premier ha fatto quindi capire che nel consiglio dei ministri di venerdì si discuterà sulla sospensione della rata Imu di giugno e del rifinanziamento della cassa integrazione in deroga, mentre i beni strumentali delle imprese e una riforma del sistema degli ammortizzatori sociali saranno affrontati solo in un secondo momento. “Parleremo con tutti e cercheremo di dare risposte a tutti, sulle imprese, sui terreni agricoli, sulla riforma degli strumenti di cassa integrazione”, ha detto il presidente del Consiglio intervenuto da Varsavia, e “speriamo di poter dare molte risposte, ma niente miracoli”. Mentre il ministro Delrio ha precisato che l’ipotesi sul tavolo del consiglio dei ministri prevede per l’Imu sulla prima casa uno slittamento a settembre o ottobre.

Nella conferenza stampa tenuta congiuntamente con il primo ministro polacco Donald Tusk, Letta ha affrontato anche il tema della disoccupazione giovanile, definendola un vero e proprio dramma. ”Sono convinto che tutti i leader europei vedano il tema come il grandissimo incubo del nostro continente”, ha detto, “e sono convinto che ci sia la volontà di fare scelte subito per sostenere la lotta alla disoccupazione giovanile”. Mentre l’Europa “non deve dare soltanto dichiarazioni astratte, ma evolversi in positività, altrimenti i cittadini europei la abbandoneranno”.